L'Istituzione

L’Archivio Storico Diocesano di Monreale contiene le testimonianze di tutti gli aspetti della vita e delle attività, da quelle religiose a quelle economiche, culturali e sociali, della popolazione della vasta Arcidiocesi di Monreale, comprendente oggi buona parte del territorio della provincia di Palermo.

Viene aperto al pubblico, presso i locali a pianterreno del Palazzo Arcivescovile, con una cerimonia solenne, alla presenza di autorità religiose, civili, militari, a esponenti di spicco della cultura, del mondo scolastico ed universitario, a numerosi sacerdoti e studiosi, il 23 marzo del 1993, dopo aver ottenuto il 21 dicembre 1985, dalla Soprintendenza Archivistica per la Sicilia, la prima dichiarazione di notevole interesse storico, a cui segue la seconda il 26 maggio 2014, che ne sanciva e ne continua a sancire l’indiscussa importanza come fonte documentaria e da allora pone in essere tutte le iniziative necessarie alla sua tutela e valorizzazione. Tale dichiarazione sottolinea la funzione sociale del bene diretto alla collettività, che ha diritto di fruirne rendendo concreto così il suo status di bene culturale.

Fu merito dell’arcivescovo di allora, mons. Salvatore Cassisa, aver voluto l’ordinamento razionale e sistematico dell’Archivio, nel quadro di una serie di iniziative culturali di vasto respiro, nella consapevolezza della grande importanza che tale complesso di scritture possiede.

Grazie ai fondamentali contributi statali e della Provincia Regionale di Palermo, chiamato a occuparsi dell’ordinamento, dell’inventariazione e dell’indicizzazione di tale patrimonio fu il prof. Giuseppe Schirò, archivista e storico monrealese, al cui ricordo va profonda gratitudine e ammirazione per avere con zelo, passione e instancabile fatica, trasformato un coacervo di carte confuse e anonime, in un prestigioso patrimonio culturale fruibile dall’intera collettività.

È opportuno ricordare che l’Arcivescovo di Monreale, dalla fine del XII secolo, cioè dall’origine dell’Arcivescovado, sino al 1812, ha esercitato non solo i poteri spirituali, ma anche quelli temporali, il famoso mero et mixto imperio, su una zona molto vasta della Sicilia occidentale e su porzioni di territorio della fascia sicula orientale, facendo di Monreale una delle più potenti ed estese Signorie ecclesiastiche d’Italia. Ciò spiega la varietà dei documenti conservati e la natura dello stesso Archivio, che non è solo ecclesiastico, ma anche civile, e per ciò stesso considerato, non a caso, uno dei più grandi archivi ecclesiastici della Sicilia.

La documentazione, composta di registri, filze, volumi, fascicoli, carte sciolte, pergamene, autentiche di reliquie e cartine, occupa più di 1.500 metri lineari di scaffalatura metallica ed è distinta, secondo la suddivisione data dal prof. Schirò, (che fu encomiabile e infaticabile direttore dell’Archivio Diocesano per ben dieci anni), in quattro grossi fondi che ne rappresentano il nucleo principale: Fondo Registri della Corte, Fondo Carte Processuali Sciolte, Fondo Mensa e Fondo Governo Ordinario.

A questi fondi inventariati e indicizzati, nel corso del tempo se ne sono aggiunti altri di pari valore, che costituiscono un’ulteriore testimonianza storica e strumento di indagine: parliamo del Fondo Deputazione dei Restauri del Duomo di Monreale, Fondo Veneziano, Fondo Cattedrale, Fondo Tagliavia, Fondo Musicale, Fondo Chiesa Agonizzanti e non ultimi i preziosi fondi di ecclesiastici della Chiesa monrealese che si sono distinti per fama e santità di vita.

Il patrimonio documentario conservato in ampi depositi copre un arco cronologico di circa otto secoli (secc.XIV-XX), infatti, va ricordato che più di trecento pergamene relative alla fondazione, alle donazioni e ai privilegi concessi dai sovrani, iniziando dallo stesso re Guglielmo II, con il suo Rollo, e dai papi che si sono succeduti, datate dal XII al XIV sec. e raccolte nel Tabularium Sanctae Mariae Novae, dal 1941 sono custodite presso la Biblioteca Centrale della Regione siciliana a Palermo.

Il primo sito internet dell’Archivio Storico Diocesano venne realizzato, alla fine degli anni ’90, per merito dell’ing. Gioacchino Nania, anch’egli indimenticato “amico” dell’Archivio e apprezzato ricercatore storico. Grazie alla sua lungimirante intuizione egli permise che studiosi di tutto il mondo potessero accedere on line alla consultazione degli inventari e richiedere copia della documentazione. Tale iniziativa portò al più alto livello le possibilità di “utilizzazione” del patrimonio archivistico, favorendo al massimo la ricerca storica.

Lanciato in tale circuito l’Archivio da allora si è imposto non solo come luogo della tradizione e della memoria ma anche come punto di costante incontro tra la propria Chiesa diocesana e la società civile, nel loro mutare storico e nel dialogo creativo tra fede e culture. A motivo di ciò, riconoscendone il valore e la missione, l’UNESCO nel 2001 premiava l’Archivio Storico Diocesano di Monreale accogliendolo nel suo portale.