Inchiostro e Colore

Cattedrale di Monreale, Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Monreale e Archivio Storico Diocesano propongono alle Scuole dei Comuni dell’Arcidiocesi l’iniziativa “Inchiostro e Colore”. “Ciò che nelle pergamene è inchiostro, nelle icone diventa colore”: in tal senso scrittura e immagine compongono un unicum consegnato all’intelligenza dell’uomo. Duplice è la finalità: narrare la bellezza, cercare la verità; infatti, un Libro, la Scrittura, ispira tanto gli splendidi mosaici della Cattedrale d’Oro, quanto i preziosi volumi della Biblioteca “Ludovico II De Torres”. Il percorso prosegue ancora in Archivio tra le trame della storia degli uomini che si intreccia  con la storia della salvezza. Pertanto, seguire il filo della memoria che si dipana attraverso le carte custodite dall’Archivio Storico, consente di poter intravedere il transitus Domini nello scorrere dei secoli e dei fiumi d’inchiostro. Bellezza e verità, tra carte, libri ed icone, nell’intreccio sapiente di tessere e parole, significa trasmettere alle nuove generazioni ciò che a noi è stato trasmesso. Cattedrale, Biblioteca ed Archivio: la “via pulchritudinis” incrocia la “via veritatis” e conduce l’uomo, cercatore inesausto di verità e di bellezza, allo stupore della contemplazione orante. “La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione” (Paolo VI): il desiderio di bellezza e di verità dice tutta l’apertura al Trascendente del cuore di ogni uomo. “Inchiostro e Colore” vuole fornire ai giovani l’alfabeto per decodificare un messaggio che è affidato alla bella-grafia: per comprendere e tornare a stupirci delle nostre comuni radici cristiane.

Scarica il depliant

LA BASILICA CATTEDRALE

Era il 1172 quando il giovane re normanno Guglielmo II, detto “il Buono”, appena asceso al trono di Sicilia, diede ordine di edificare il complesso monastico di Monreale, con il titolo di Santa Maria Nuova. A pochi anni dalla morte del sovrano Buono, Riccardo di San Germano, notaio presso la corte di Federico II, nella sua Chronica, afferma che Guglielmo dotò la cattedrale di “possedimenti, l’abbellì con ornamento d’oro, l’arricchì anche con lavoro di mosaico e con il colore di pietre preziose e la portò fino a compimento, realizzando una costruzione tale quale nessuno tra i re e i principi ai nostri tempi è riuscito a fare in tutto il mondo”.  Il 5 febbraio del 1183 con la Bolla papale “Licet Dominus”, Papa Lucio III, per volere del sovrano, eresse la diocesi di Monreale. La chiesa cattedrale si presenta come esempio mirabile di architettura bizantino-normanna. Essa presenta una straordinaria sintesi tra l’oriente e l’occidente cristiano. L’oriente con la sua arte musiva e l’occidente con l’imponente architettura basilicale. I mosaici, che ricoprono per ben 6400 mq. le mura della cattedrale, sono pagine d’oro con inchiostro di colore. La ricchezza delle immagini nelle chiese veniva offerta come “licteratura laicorum”, letteratura per i laici, perché chi guardava potesse leggere, attraverso il colore, le scritture che l’inchiostro aveva già fissato sulle pergamene. Questo offriva l’occasione di poter “decorare” lo spazio riservato alla liturgia; in tal modo la bellezza offerta dalle mura ricche di colore e di oro diventava la prima realtà da leggere per avvertire il divino.

 

BIBLIOTECA "LUDOVICO II DE TORRES"

La Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Monreale venne fondata dall’Arcivescovo Ludovico II De Torres nel 1591 e trovò la sua sede all'interno del Palazzo reale, antica cascina di caccia del re normanno Ruggero II. Si tratta del primo insediamento sul colle che domina la città di Palermo, di cui si ha memoria nella Chronica del 1153 di Romualdo Guarna. Nella seconda metà del XVI sec. il Card. Ludovico II De Torres, arcivescovo di Monreale dal 1588 al 1609, uomo di vasta cultura e letterato, volle attuare la riforma operata dal Concilio di Trento nella sua diocesi. Il 1° agosto 1590 fonda il Seminario e lo stabilisce nel Palazzo reale, divenuto nei secoli magazzino e poi sede del Governatore di città. Arricchisce di rendite e proprietà la nuova istituzione e dona ad essa i suoi libri e la sua quadreria, di cui oggi rimangono169 ritratti di uomini illustri, facendoli trasferire da Roma. è la prima biblioteca di Monreale, cui seguirono quella dei Cappuccini e dei Benedettini, che nel 1866 confluiranno nell’attuale Biblioteca comunale, a motivo della soppressione delle corporazioni ecclesiastiche. La vita della Biblioteca è strettamente legata a quella del Seminario e degli arcivescovi di Monreale. Tra le sue carte e le sue mura si sono formati uomini di grande ingegno, che hanno reso famosa ed illustre la scuola che a partire dal XVIII sec. conoscerà la sua stagione aurea. Infatti, con l’Arcivescovo Francesco Testa (1754-1773), umanista e storico della chiesa, Monreale sarà conosciuta come Atene di Sicilia, cittadella della metafisica, roccaforte della latinità, appellativi questi che testimoniano l’altezza degli studi che si svolgevano in Seminario. Carte, personaggi, eventi sono un patrimonio che la Biblioteca Torres custodisce, ma che si impegna a far conoscere per non interrompere quel servizio all’uomo che è la cultura.

 

ARCHIVIO STORICO DIOCESANO

L’Archivio Storico Diocesano di Monreale contiene le testimonianze della vita e delle attività della popolazione della vasta Arcidiocesi normanna, dal XII sec. ad oggi. I primi ad avvertire l’esigenza di un archivio per custodire le carte e i privilegi istitutivi dell’Arcivescovado e quelli comprovanti le concessioni fatte all’Abate furono, infatti, dal 1176 i monaci benedettini. L’Arcivescovo di Monreale dal 1183, anno in cui ebbe origine l’Arcivescovado, sino al 1812, ha esercitato, in virtù del mero et mixto imperio, non solo i poteri spirituali ma anche quelli temporali, su una zona molto vasta sia della Sicilia occidentale sia su territori della fascia sicula orientale, rendendo Monreale una delle più potenti ed estese Signorie ecclesiastiche d’Italia. Ciò spiega la varietà dei documenti conservati e la natura dello stesso Archivio, che non è solo ecclesiastico, ma anche civile, tanto da essere considerato uno dei più grandi archivi ecclesiastici siciliani. La documentazione, composta da pergamene, cartine, registri, filze e carte sciolte, occupa più di 1.500 metri lineari di scaffalatura ed è distinta in quattro grossi Fondi che ne rappresentano il nucleo principale: Fondo Registri della Corte, Fondo Carte Processuali Sciolte, Fondo Mensa, Fondo Governo Ordinario. A questi se ne aggiungono altri di pari valore, tra cui il Fondo Deputazione dei Restauri della Real Maramma della Cattedrale di Monreale. Ad occuparsi dell’ordinamento, dell’inventariazione e dell’indicizzazione di tale patrimonio fu il prof. Giuseppe Schirò, archivista e storico monrealese. Venne inaugurato il 23 marzo 1993 e nel 2001 l’UNESCO, riconoscendone il prestigio, lo ha inserito nel suo portale dedicato agli Archivi. 

NOTE TECNICHE

PROGETTO A CURA DI
Cattedrale di Monreale, Biblioteca "Ludovico II De Torres", Archivio Storico Diocesano

in collaborazione con: 
Servizio per il Progetto Culturale, Ufficio di Pastorale Scolastica ed universitaria, Servizio Diocesano I.R.C.
 

PER INFO e PRENOTAZIONI:

Don Nicola Gaglio | 339.2429944
Don Giuseppe Ruggirello | 329.7434223
This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

DOVE